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3 giugno 2012 7 03 /06 /giugno /2012 06:43
"Noi siamo quello che siamo:
una tempesta d'eroici cuori,
sempre la stessa;
provati dal tempo e dal fato,
ma duri,sempre, in lottare,
cercare e trovare.Né cedere,
mai."
Tennison

Non cederò mai.L'ho promesso,tanti anni fa,sul suo letto di morte,stringendole la mano ormai priva di forza mentre ,caparbia,cercava a sua volta di non soccombere al male che l'aveva prima devastata e poi vinta.Per la prima volta,da che ne avessi ricordo,ho visto mia madre lottare tenacemente.Solo allora ho capito quanto amasse la vita e quanta forza risiedesse in lei.Allora cercava conforto nella mia presenza accanto al suo letto o nei miei abracci dove la disperazione veniva soffocata dalle urla dei nostri silenzi..
poi se ne è andata e con lei è morta anche una parte di me:la ragazzina pestifera e incontenibile,arrabbiata con tutto e tutti se ne è andata per sempre.Quando è morta mia madre è morta anche la figlia.Non rivestirò più questo ruolo,mai più.
A distanza di anni la cerco ancora,cerco il suo volto nei miei ricordi,ricerco la sua voce con la mente,nella paura insostenibile di dimenticarla.Quasi me ne vergogno così come mi vergogno di ciò che è chiuso nell'armadio.E' lì,chiuso nell'armadio che nascondo il mio tesoro.Lo conservo come fosse una reliquia,un cimelio di valore inestimabile che,a suo tempo,è passato dalle mani di mia nonna a quelle di mia madre e da lei è giunto sino a me:lo scialle.
In esso sono racchiusi i ricordi di tre generazioni:sessant'anni fa mia nonna vi ci avvolse per la prima volta il corpicino di mia madre appena nata e poi,dopo di lei,tutti gli altri figli.
Quello stesso scialle è stato utilizzato anche per me,quando sono nata,tanti anni fa.Mia nonna lo ha donato a mia madre e,da allora,nelle notti insonni e fredde,lo scialle ha coperto le sue spalle stanche e i sonni fugaci delle mie sorelle.
Se penso a lei la vedo sempre con lo scialle:nero,pesante fatto a maglia larga con tanti piccoli fili bianchi che quasi ne sottolineano l'età antica.
Caldo,avvolgente come un abbraccio.
Mia madre me lo ha affidato quell'ultima estate,poco prima della sua morte,con la promessa che ne avrei avuta cura.Con la promessa che non avrei mai ceduto.Me lo fece promettere .E io l'ho fatto.
Ma ci sono notti, come questa,in cui tutti dormono:mio marito,i miei figli e forse anche Dio..è in una notte così che,quando il sonno tarda ad arrivare che io apro l'armadio,prendo lo scialle nascosto sul fondo e lo indosso chiudendo gli occhi nel buio della stanza.Il cuore martella forte nel petto come il vento in tempesta scuote le mura della casa.E allora,solo per un attimo,soltanto per un attimo,la mia anima cede rivelando tutto il dolore che la devasta.


Questo brevissimo racconto era nato inizialmente come poesia nel 2000..e solo otto anni più tardi ne ho fatto questo racconto..Mamma tvb...

Helga Carpini@lo-scialle.jpg


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