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14 giugno 2012 4 14 /06 /giugno /2012 17:43

Che ne sai tu di me,

neanche mi conosci.

Valuti foto,sorrisi di carta

.Misuri il mio tempo speso

in questo mondo virtuale.

Leggi poesie,sembra

tutta una fiaba,solo favolosa,

la mia vita.

Che ne sai del mio dolore,

delle mie lacrime,

della solitudine,

della mia voglia infinita

di chiudere gli occhi.

Che ne sai di me,

se non un nome ,

una data,una citta'

e solo quello che ho voglia

di dire,di raccontare

.La verita',la mia vita,

resta non scritta,

fa troppo male,

fatta di fatti e non parole.

 

 

 

Non racconto mai che spesso scrivo di mondi meravigliosi con le lacrime agli occhi.

Non racconto delle notti passate a piangere tutte le mie lacrime ,eternamente sola.

Incompresa.Non racconto della depressione con il quale lotto ogni alba , e per combatterla

sorrido,lavoro,vivo eternamente cercando di riempire questo mio insano vuoto.

Non racconto mai i miei incubi che mi perseguiteranno eternamente per tutta la vita.

Ho ferite che non troveranno mai balsamo, mai respiro.Ma ho imparato a riconoscere

negli altri quello che mi perseguita ..lo riconosco,lo combatto,lo vinco.

Nessuno deve morire di solitudine in questo mondo dove la folla soffoca e al contempo

arranca.Vedo la fame d'amore,colgo le ferite profonde che ha lasciato la vita sulle anime.

Non racconto di quante volte percorro le stesse strade,le solite vie per cercare e trovare

solitudini abbandonate ,che nessuno raccogliera'.Non racconto di tutti i rami spezzati 

che sono tornati a fiorire.Fiori gettati che sono stati riposti in nuovi vasi.

Non racconto della forza che trovo nei miei figli , loro si meritano il meglio dalla vita,

meritano tutto il mio amore, non sono ricca,non sono benestante,ho sempre conti da pagare

e scarpe da comprare.I vestiti non bastano mai ,la dispensa deve essere rifornita.

Ma è bella la vita .E' bella perche' me l'ha data Dio e anche se spesso con Lui discuto 

a Lui torno ,ogni sera, per ritrovare conforto.Quando leggete le poesie di un poeta ,ricordate

sempre che state leggendo l'anima di un uomo ( o di una donna ) con una percezione diversa

del mondo. Spesso l'essere poeta è per lui motivo estremo di sofferenza .

Io ho iniziato a capirlo tanti anni fa , quando ancora non sapevo la differenza che c'era

tra essere un uomo e essere una donna .

 

con infinito affetto 

 

Helga Carpini@

 

14 Giugno 2012


helga-cartoon-1.jpg
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13 giugno 2012 3 13 /06 /giugno /2012 14:36

campana di vetro

Vivono così,nella loro asettica e sterile vita..
protetti da una campana di vetro.
Sono i signori presunzione e le signorine
perfezione.
Sempre pronti a puntare il dito..tutti dediti
alla sterilità.
Hanno i piedi sollevati da terra ..anche il suolo
sul quale camminano è per loro di pessima qualità.
Sempre pronti a giudicare,sempre i primi a puntare
il dito come se avessero il dono dell'unicità.
Mai gentili,spesso bigotti ,indossano sorrisi
di plastica sopra occhi di vanità.
Hanno il loro motto perfetto
Hanno una voce sempre affettata...
non si parla del male,di sesso o di violenza..
anche il dolore per loro è un tabù e l'emozione
inutilità.
Sempre al di sopra di tutto e di tutti
nella loro perfetta facciata di carta...
No cosa dico loro sono cresciuti in una 
campana di vetro ..."Dio non permette certe cose
sa per certo che non potremmo sopportare tanto
squallore"..sentenziano in coro Presunzione e Perfezione.

E già è vero ma forse si scordano che la campana 
non è d'acciaio e il vetro si sa si puo' incrinare!!

 

Helga Carpini@

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12 giugno 2012 2 12 /06 /giugno /2012 23:11

dimentica.jpg

Dimentica
il silenzio innaturale delle stelle.

Dimentica 
il triste anonimato delle ombre.

Dimentica
la sera addormentata sulle spossate
spalle del mondo.

Dimentica
il gelo tormentoso di questo inverno.

Dimentica
il dolore generato dal non amore.

Sarà la notte la cura al tuo dolore.

Sarà l'alba a riportare speranza.

Sarà ancora il giorno ad accogliere
il tuo esistere.

Ora chiudi gli occhi.
Chiudi i tuoi stanchi occhi e dimentica.

Helga Carpini@

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12 giugno 2012 2 12 /06 /giugno /2012 21:13

IO

Difficile

descriversi.

Difficile.

Due facce

di una stessa

medaglia.

 

Dura.

Dolce.

Fragile.

Risoluta.

Complessa.

Luce ed ombra.

 

Rivelo e non mi svelo.

 

Lunatica.

Solare.

Mai specchio

dell'altrui

pensiero.

Anticonformista

per natura.

Spirito libero,

contestatrice

(la mia scelta).

A volte audace.

Sempre temeraria.

Non ho catene

( i miei affetti

sono gioielli per me).

L'unico attestato

il mio pensiero.

la mia fede Dio,

il mio credo 

l'Amore.

Senza pregiudizio.

Senza ingiustizia.

 

Difficile.

Difficile mettermi

in cornice.

Il mio io 

esce dai margini

del consentito.

 

Se fossi un quadro

sarei un murales

o forse un puzzle:

un insieme di tante

piccole tessere,

mai uguali,

mai le stesse.

 

E' faticoso amarmi.

 

Helga Carpini@

 

12 Giugno 2012

 

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11 giugno 2012 1 11 /06 /giugno /2012 18:14

Cosmo-Genesis.jpg

Bulimiche sentenze

ha l' oltraggiato pianto.

 

Ristoratrici affrante

dirigono e imbandiscono

pantagruelici banchetti.

 

Libagioni maligne,

lascive coppe s'infrangono

su colonne e capitelli

di divinita' decadute

scacciate da templi

innalzati su esangui stupidita'.

 

Le coppe colme ora di vuotezza

brinderanno  all'umanita'

estinta.

 

Arderanno sacrificali pire

al dio del nulla .

Sì immoleranno compiaciute

vergini su altari di volutta'.

 

Obelischi sfioreranno,sfideranno

il cielo ed esso crollera'

come crollo' a Babilonia il dio imbelle.

 

Il corruttibile sara' corruttore

ed il corrotto diventera' inenarrabile.

 

Non vi sara'  uno scrivano asceta.

Non vi sara' piu' il santo sapiente.

Nessuna visione,nessuna saggezza.

Nessun profeta e nessun libro sacro.

Non sara' piu' trascritto il sentito e il detto.

Nessuno guardera' piu' le stelle

per leggervi il volere capriccioso 

di sadiche deita' antiche.

 

Parleranno le pietre .

Parleranno con voci orribili

di distruzione e annientamento.

Bulimiche e fameliche pietre

si nutriranno del nuovo nulla .

 

Helga Carpini@

 

11 Giugno 2012

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9 giugno 2012 6 09 /06 /giugno /2012 18:48

poesia lorussi



Un morso.
Un bacio.
Una carezza.

La notte scivola
su noi insinuante
e coinvolgente
amante..

Un morso.
Un bacio.
Una carezza.

Scivolano le ombre
nude e spaventose
come vesti stropicciate

sui nostri corpi.
Scivolano le nostre
mani ardenti
come muti amanti

affamati d'amore..

le nostre mani intrecciate
ardimentose,coraggiose

che parlano e cantano
nel silenzioso teatro
della notte.

Non parlare..

sorprendimi nel silenzio.

Un morso.
Un bacio.
Una carezza.


Helga Carpini@

 

poesia inserita nel libro del poeta Paolo Lorussi " Imeros "
http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/imeros/18772008
QUADRO DI ANGELA PANAROlink

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8 giugno 2012 5 08 /06 /giugno /2012 22:26

Si veste di luce

 

[ l'amore ]

 

Sempre abbagliante,

travolgente, sorprendente

 

[l'amore]

 

Una cornucopia ricca 

di primizie e ori inestimabili

 

[ l'amore]

 

Un trionfo di emozioni

Una cascata poetica

 

[l'amore]

 

Poi viene il giorno

in cui il sogno finisce,

l'amore trionfale 

diventa amarezza,

si spegne l'incendio,

si prosciuga il cuore,

si prosciuga l'amore,

inaridisce tutto .

Inaridsce e muore.

 

Quante parole ha l'amore.

Quante inutili e sciocche 

parole vestono quel che sembrava

e invece non era, non è mai stato.

 

Perchè l' Amore ,

l'amore vero 

non ha bisogno di nulla

e nulla pretende.

L' Amore vero non si traveste,

non esaurisce , anzi , si autoalimenta,

non si prosciuga ,non inaridisce,

non si spegne e non muore.

 

Perche' il vero Amore

non si consuma in parole.

 

L' Amore , quello che conosco 

è un amore che ama in silenzio.

 

Un Amore che conosce pudore,

non si consuma in parole.

 

 

a Roberto con Amore.

 

Helga Carpini@

 

9 Giugno 2012

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8 giugno 2012 5 08 /06 /giugno /2012 07:35

Un mondo.Dentro.

Fuori solo un grumo di cellule impazzite.

Un apparire donna ,un insieme di convenzioni,

maschere d'argilla e situazioni.

Una vita costruita con fatica.

Legami indissolubili e altri discutibili.

Un camminare e un correre tra sipari

e muri stretti.

Un volare sopra cieli infiniti e liberi.

Un planare temerario e a volte cieco.

Un tuffarsi in oceani d'imprevisto.

 

Poi lo stallo .Quello che ti fa tremare dentro.

Quello che ti porta a temere ma anche ad amare

la tua vita.

 

In balia dei venti.Un vorticare ,vertigini e paura.

Ed è li', in quell'attimo supremo che capisci.

Comprendi fino in fondo cio' che sei.

Ed è li' , nel pericolo , che ritorni quel che eri.

Riemerge tutta la verita' del mondo: il tuo.

Realizzi veramente cosa vale e cosa è da gettare.

 

Ho fatto una scelta.La mia scelta.

 

Non saro' il temuto o il temibile.Solo l'innarrestabile .


8 Giugno 2012
Helga Carpini@ciclone.jpg

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6 giugno 2012 3 06 /06 /giugno /2012 19:33

Villaggio d'ombra e di tormento

è spesso il cuore .

 

Roccaforte delle emozioni

e dell'amore.

 

Fonte di sospiri e di delirio

porge la sua gola

 

a chi assetato cerca ristoro

alla sua fonte.

 

Sete! Sete ! Sete!

Grida il rio asciutto

 

che solca e divide il villaggio

ormai sconfitto.

 

Fame ! Fame Fame!

Grida l'anima solinga

 

atterrata e spesso afflitta .

 

Un gioco d'ombre 

che fa del cuore casa

 

e delle emozioni villaggio.

 

Di ogni gioco vittoria

e non sconfitta.

 

Helga Carpini

 

28/11/2011

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6 giugno 2012 3 06 /06 /giugno /2012 10:16

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Erika

la notte non attende.

 

Il tempo non è un ponte

tra noi.

 

Satelliti di due pianeti

opposti.

 

Non scrivo mai di te.

Non penso mai a te.

 

Strade diverse del solito

mondo .

 

Isola in un deserto.

Pino marittimo in montagna.

 

Desolazione e solitudine

non per scelta mia.

 

Diverso il parlare.

Opposto il pensare.

 

Stravagante tu per me.

Stonata io per te.

 

Fatico a scrivere ,

io che ho il mondo

in una penna.

 

L'inchiostro si fa salato

come una lacrima.

 

Amaro questo cupo

inchiostro nero .

 

Amaro di dolore 

e incomprensione.

 

Nessuno ti ha escluso

da questa vita

ma tu sempicemente

sei sparita.

 

Svanita tra ponti e montagne,

oltre muri di cemento

invalicabile .

 

Non ho messo io mattone

sopra mattone.

 

Non ho fatto io la tua

desolazione.

 

Le mie labbra 

è da tempo che non pronunciano

il tuo nome ,

 

da troppo tempo non cercano

di te.

 

Piccola , fragile , sorella.

 

Tre parti di un solo tutto :.

 

Il Sole ; la Luna e la Tempesta.

Di te il ricordo è quel che resta.

 

 

 

Helga Carpini@

 

6 Giugno 2012

 

 

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