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4 luglio 2012 3 04 /07 /luglio /2012 19:16

Non aver paura,non temere il buio..Lui è come un padre amorevole che regala doni inaspettati ai suoi figli..Dormi e non temere le sue ombre avviluppanti,sono coperte confortevoli nel quale avvolgerti.Al buio seguirà il sonno ed è nel tuo dormire che il buio ti farà dono dei suoi magici regali..Quanti sogni impacchettati sono riposti e celati tra le pieghe morbide delle tue coperte,nascosti ben bene sotto i cuscini,tra i sorrisi cuciti dei tuoi pupazzi.Il buio giungerà sino a te come un amico gioioso e farà capolino sotto al tuo letto,dentro l'armadio..Controllerà ben bene che tu riposi sereno e che abbia la tua parte abbondante di sogni..Farà la guardia affinchè non giungano al tuo cuore incubi travestiti  e colorati per ingannare e spaventare la tua notte..Sarà il buio così cavaliere da controllare che nessun mostro varchi questa porta...

 

Comunque per ogni evenienza ho deciso di lasciarti accesa una luce..una piccola luce in fondo al letto..

sarà per te  faro nella notte... shhhhhh non aver paura

resterò con te fino a quando non giungerà il giorno,solo allora andrò a dormire .Solo allora.

La fata dei Sogni.

 

 

 

 

Helga Carpini@

http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=646360#.TpQLFhfNKtM.facebook

26/07/2011

 

 

 

 

 

 

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8 giugno 2012 5 08 /06 /giugno /2012 04:49

Non è scrosciante come la pioggia o fragoroso come un tuono, questo mio silenzio.E'un silenzio  avvolgente come un abbraccio .Un silenzio volutamente intriso di tanti gesti ma privo di parole.

Un modo tutto mio per tenere le distanze. La mia volontà di porre un muro tra te e me, tra noi.

Un muro di silenzio che non ferisce,non distrugge,non uccide,non mormora,non scuote; non si 

frappone tra quello costruito e cio' che è già distrutto.Silenzio è spesso frutto di un dolore,albero

cresciuto in un deserto asettico e nonostante il poco nutrimento ricevuto riesce ad essere comunque

rigoglioso amore. E sarà sempre l'amore a riportare fiori sui rami ormai ossuti e consunti dei nostri

cuori.Cuori avvinti e stanchi che troppo spesso si uncinano alle parole e i silenzi sono più armoniosi,

rassicuranti.Le parole sono spesso solo delle costanti disarmoniche poste sullo spartito astratto del 

già detto.

 

Accetta,accetta il mio silenzio come un atto dovuto di rispetto.

 

Helga Carpini

 


 

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3 giugno 2012 7 03 /06 /giugno /2012 06:43
"Noi siamo quello che siamo:
una tempesta d'eroici cuori,
sempre la stessa;
provati dal tempo e dal fato,
ma duri,sempre, in lottare,
cercare e trovare.Né cedere,
mai."
Tennison

Non cederò mai.L'ho promesso,tanti anni fa,sul suo letto di morte,stringendole la mano ormai priva di forza mentre ,caparbia,cercava a sua volta di non soccombere al male che l'aveva prima devastata e poi vinta.Per la prima volta,da che ne avessi ricordo,ho visto mia madre lottare tenacemente.Solo allora ho capito quanto amasse la vita e quanta forza risiedesse in lei.Allora cercava conforto nella mia presenza accanto al suo letto o nei miei abracci dove la disperazione veniva soffocata dalle urla dei nostri silenzi..
poi se ne è andata e con lei è morta anche una parte di me:la ragazzina pestifera e incontenibile,arrabbiata con tutto e tutti se ne è andata per sempre.Quando è morta mia madre è morta anche la figlia.Non rivestirò più questo ruolo,mai più.
A distanza di anni la cerco ancora,cerco il suo volto nei miei ricordi,ricerco la sua voce con la mente,nella paura insostenibile di dimenticarla.Quasi me ne vergogno così come mi vergogno di ciò che è chiuso nell'armadio.E' lì,chiuso nell'armadio che nascondo il mio tesoro.Lo conservo come fosse una reliquia,un cimelio di valore inestimabile che,a suo tempo,è passato dalle mani di mia nonna a quelle di mia madre e da lei è giunto sino a me:lo scialle.
In esso sono racchiusi i ricordi di tre generazioni:sessant'anni fa mia nonna vi ci avvolse per la prima volta il corpicino di mia madre appena nata e poi,dopo di lei,tutti gli altri figli.
Quello stesso scialle è stato utilizzato anche per me,quando sono nata,tanti anni fa.Mia nonna lo ha donato a mia madre e,da allora,nelle notti insonni e fredde,lo scialle ha coperto le sue spalle stanche e i sonni fugaci delle mie sorelle.
Se penso a lei la vedo sempre con lo scialle:nero,pesante fatto a maglia larga con tanti piccoli fili bianchi che quasi ne sottolineano l'età antica.
Caldo,avvolgente come un abbraccio.
Mia madre me lo ha affidato quell'ultima estate,poco prima della sua morte,con la promessa che ne avrei avuta cura.Con la promessa che non avrei mai ceduto.Me lo fece promettere .E io l'ho fatto.
Ma ci sono notti, come questa,in cui tutti dormono:mio marito,i miei figli e forse anche Dio..è in una notte così che,quando il sonno tarda ad arrivare che io apro l'armadio,prendo lo scialle nascosto sul fondo e lo indosso chiudendo gli occhi nel buio della stanza.Il cuore martella forte nel petto come il vento in tempesta scuote le mura della casa.E allora,solo per un attimo,soltanto per un attimo,la mia anima cede rivelando tutto il dolore che la devasta.


Questo brevissimo racconto era nato inizialmente come poesia nel 2000..e solo otto anni più tardi ne ho fatto questo racconto..Mamma tvb...

Helga Carpini@lo-scialle.jpg


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